Omelia Don Carlo 13 settembre 2019

*Omelia 13 Settembre 2019*

“Prima ero un bestemmiatore, un persecutore e un violento” dice Paolo.

Ma adesso sono cambiato, mi son convertito. E anche tu puoi cambiare, non sei destinato a restar sempre così. Ma cambiar cosa? Cosa posso cambiare io?
I sentimenti no: quelli sono oggettivi, sono reazioni meccaniche a ciò che mi colpisce, non decido io cosa sentire o cosa non sentire.
Comportamenti? È dura; ci sono abitudini che non basta la vita per correggerle. C’è una cosa sola che un uomo può cambiare della sua vita: lo scopo, il punto a cui guarda, il punto da cui si aspetta la felicità. Io posso decidere, ogni istante, a che cosa o a chi guardare. A cosa o a chi domandare la mia felicità. E lo scopo che io scelgo è quello che decide la mia faccia. Come dice Wojtyła – il titolo del Meeting – “Il tuo volto nacque da ciò che fissavi”. La mia faccia viene illuminata da ciò che io fisso.

E come faccio a sapere se ho scelto uno scopo giusto o no? Se mi sono convertito o “pervertito”? Chi me lo dice? Perché tutti gli uomini lo scopo ce l’hanno. Come fai a dire che è quello giusto? Che la tua è conversione o perversione? Come lo fai a sapere quando sali sulla montagna, se hai preso il sentiero giusto o no?
Te lo dice il panorama: se si allarga, si illumina, sempre più cose vengono abbracciate, è quello giusto; se il panorama si restringe, hai sbagliato, devi riconvertirti.
Ecco: la mia faccia che s’allarga, che si illumina, che è sempre più chiara, più amorevole, più capace di abbraccio, più grata, mi dice che mi sono convertito, che lo scopo è giusto. Se la faccia si restringe, si confonde, si incattivisce, diventa lamentosa, vuol dire che devo cambiare strada, perché la faccia non bara. Ognuno c’ha la sua e gliela vedono tutti.