Omelia Don Carlo 11 settembre 2019

Omelia 11 settembre 2019

“Se siete risorti in Cristo”.

Questa è la coscienza di Paolo: io sono un uomo risorto. Macché non sei manco morto! Che cosa irrompe nella vita di Saulo a Damasco?
Una vita nuova che erompe dal sepolcro di Gesù crocifisso. Ed io come Paolo voglio capire che vita è, che frutti porta nella mia vita naturale. Perché voglio li porti questi frutti, che mi cambi. Perché questa è la ragione per cui mi è stata data.
Io non voglio che la morte di Cristo e la sua resurrezione siano vane per me. Il peccato più grave di un cristiano è proprio questo: il cristiano è scelto per mostrare al mondo la novità di Cristo. Il peccato più grave del cristiano è render vana la morte e la resurrezione di Cristo. Cioè vivere ignorando la novità che Cristo porta. Ogni peccato è rimediabile, questo no. L’ignoranza di Cristo non è rimediabile, perdonabile sì, rimediabile no. Se hai sprecato la vita a rincorrere altre cose, ti ci vorrebbe una vita di riserva per prendere coscienza di Cristo. Ma di riserve della vita non ce n’è, non ce l’abbiamo: abbiamo solo questa. E dopo l’incontro fatto dobbiamo decidere se spenderla come dice Paolo – a cercare le cose di lassù, la grandezza che era laggiù ed è venuta quaggiú o continuare a strisciare nella polvere come tutti, che hanno soltanto le cose di quaggiù.