Omelia Don Carlo 25 giugno 2019

Omelia 25 giugno 2019

“Non date le perle ai porci”, perché ai porci interessa solo mangiare, non le perle; cioè, non date mai a un uomo ciò che a quell’uomo non interessa. Non date mai la risposta a chi non ha la domanda, perché ottenete l’effetto opposto perché i porci calpestano le perle e si voltano verso di voi per sbranarvi: disprezzano, svalutano la cosa più cara che voi avete e gli volete donare e la rendono brutta ai vostri occhi. Non permettete che venga disprezzata la cosa più cara che Dio vi regala, dandola a chi non è interessato. Come dice Reinhold Niebuhr: “Niente è più assurdo della risposta a una domanda non posta”.
E le cose assurde fanno arrabbiare chi le sente. Come il fondamentalismo, fa arrabbiare! Perché? Perché impone la risposta a chi non ha la domanda.
Vi mando nel mondo non a dare risposte alla gente, ma a destar domande perché gli uomini sono infelici non perché gli mancano le risposte, ma perché gli mancano le domande.
Il mondo è pieno di risposte, è pieno di segni, ma se le domande sono radenti, sono meschine, anguste – dice Gesù – non serve a nulla!
“Stretta la porta e angusta la via” della domanda! Ci sono domande così ristrette, così anguste, così meschine! È così raro, dice: “Son pochi” quelli che trovano la porta vera, la domanda vera.
Quante facce tu le vedi e vedi che stanno morendo di meschinità. Allora il primo atto di amore a un uomo è destargli la domanda, allargargli la porta e la strada della domanda.

Come si desta, in me, la domanda?
Come s’allarga l’orizzonte?
Cosa dà respiro al cuore?
Ognuno di noi lo sa come si destan le sue, perché per destare le domande di un altro devi essere desto tu. Per risvegliare un uomo che dorme al mattino, gli serve uno sveglio che lo scuota e lo tiri giù dal letto. Se uno vive da solo deve caricare 3 sveglie a volte, come faccio io quando devo prendere gli aerei, che non m’aspettano.
Quello che sveglia di più le mie domande dall’adolescenza, o forse dall’infanzia, è stato l’incontro con i grandi dell’umano, con i grandi testi e i grandi testimoni dell’umano: i testi viventi, se gli uomini sono viventi e sono incontrabili; i testi scritti se i grandi dell’umano sono già morti o abitano lontano da me.
Comunque, non conosco un modo migliore per destare un uomo che l’incontro-scontro con un grande dell’umano.