Omelia 12 settembre 2019
“Vi sarà versata una misura buona, colma e traboccante”.
Questa è la promessa di Gesù a chi lo segue: un di più di vita, una esuberanza. Ma cos’è questo di più di cui il cuore è colmo e trabocca?
A volte me lo chiedo: cosa resterebbe di me se togliessi tutto quello che Gesù ha portato nella mia vita? Il solo pensiero mi sgomenta. Io sarei irriconoscibile a me stesso.
Cosa ha portato Gesù nella vita di Paolo? (Paolo è) quello che ha avuto l’incontro più esplosivo, più esplicito, in cui è diventato tutto chiaro, come nel CERN di Ginevra quando fanno collidere le particelle subatomiche e hanno i rivelatori, questi schermi che intercettano le interazioni e possono definire le caratteristiche delle particelle.
Nel cuore di Paolo a Damasco è stato come a Ginevra: si è capito quello che prima non si era capito: “La pace di Cristo regna da quel punto nei vostri cuori.”
Il di più, nella vita di Paolo, è che la pace di Cristo, la pace che vede nel cuore di Cristo, se l’è trovata dentro il suo, perché la vera guerra è quella che abbiamo dentro, quella fuori con gli altri viene da dentro. La vera guerra è che io non sono in pace con me, che io non mi voglio bene perché non mi piaccio, questa è la guerra: il malessere è dentro e non c’è psicanalista che lo possa vincere, può soltanto svuotarti, anestetizzarlo, analizzarlo, teorizzarlo come fanno i filosofi, ma se ti senti sbagliato, te ti senti sbagliato. Mi fa sempre una pena sconfinata quando, tanto spesso, me lo sento dire.
Bene, io da quando ho incontrato Cristo, da quando mi ha guardato, non l’ho mai più pensato di me. Io, in quell’istante, sono stato certo che ero fatto bene…il cuore! Perché Cristo viene e ti svela che la tua bellezza è il tuo cuore, che quando tu ti senti brutto è perché guardi qualcos’altro di te. Ma il qualcos’altro, tutto il resto, è bello se fa trapelare il cuore perché una bellezza estetica, esteriore, senza cuore è niente!
La bellezza è questione di coscienza, non di estetica.
Come sul monte Tabor – ci penso sempre quando ci vado: Gesù era come prima, mica era andato a farsi la lampada dall’estetista, è che in quel momento aveva una tale coscienza di sè che è trapelata al volto e glielo hanno visto in faccia e Pietro va giù di testa e dice: “Facciamo tre tende perché non ti ho mai visto così bello!”.
La bellezza è una questione di coscienza, non di estetica esteriore! E un cuore da dare ce lo hanno tutti. Il vero problema è se tu guardi il tuo cuore con gli occhi del mondo, quelli naturalisti, o se lo guardi rispecchiato negli occhi di Cristo.