Omelia Don Carlo 6 settembre 2019

Omelia 06 settembre 2019

“Presentatevi al Signore con esultanza”.

È dura arrivare alla sera, trovare una faccia esultante. Non so quante ne trovate voi.

Cosa fa esultare Paolo? Cristo Gesù, è per Paolo immagine del Dio invisibile. Immagine, icona, non è una foto, un selfie… È la faccia, la carne del Dio invisibile resa visibile. Cioè il volto di questo uomo visibile è il volto del Dio invisibile. Questa è la rivoluzione che ha stravolto Paolo, che ha spaccato gli otri vecchi. Si è dovuto cambiar d’abito direbbe il Vangelo. Lui vede Gesù e vede Dio. Abbraccia Gesù, si lascia abbracciare e abbraccia Dio. Questa è la fede di Paolo, di un cristiano cosciente. Non è fede nell’esistenza di Dio, ma nella presenza di Dio, qui, in questo uomo reale.

Che esperienza fiorisce da questa fede? Continua lui “è piaciuto a Dio fare abitare in Gesù la pienezza”.

Prima di conoscere Lui, Paolo – nessun uomo – conosce la pienezza. La vita non è piena, niente colma il cuore. Tu vedi Gesù e d’istante diventi certo che la pienezza c’è, che per te inizia un’altra vita, la festa di nozze dice il Vangelo. Ché di questo si tratta. Il tono cristiano è il tono di un invitato a nozze. “Possono digiunare gli invitati a nozze?”

Il cristiano si distingua o no dalla sua totale iniziativa, dalle sue capacità si distingue dal fatto che non ha la faccia da funerale, ha la faccia da invitato a nozze. Quella da funerale non è una faccia cristiana, sarà una faccia da un uomo credente, avrà tanta fede ma non è cosciente della fede. Perché c’è una fede cosciente e una fede incosciente. A tanti cristiani dal tono basso che trovo continuamente non è che manca di fede, non gli manca la fede, gli manca la coscienza della fede. Conoscono Gesù ma non conoscono che Lui è la pienezza. La vita gli rimane vuota come se non Lo avessero conosciuto e sperano che gli vada bene in Paradiso ma adesso la pienezza non ce l’hanno, in faccia si vede perché la faccia non bara. E tutti noi sappiamo distinguere la faccia piena da una faccia vuota e io so che cosa riempie la mia e che cosa svuota la mia. E’ a questo livello la partita non al livello del credere o non credere a Lui ma a livello del credere o non credere nella pienezza che porta Lui. Questo lo possono capire tutti ma questo non è un problema di comunità o di gruppo perché di facce ne abbiamo una per uno e ovunque io vado in tante comunità trovo sempre- si dice in Romagna – il “rusco e il brusco”. Guardo le facce e vedo che tante, forse tutti hanno fede, ma non tutti hanno una fede cosciente e una faccia piena.