Omelia 19 giugno 2019
“Perché Dio ama chi dona con gioia”.
No, questo non è vero! Dio ama tutti, anche i nemici arrabbiati con Lui, ama perfino i demoni, sono suoi figli; ἀγαπᾷ (agapon), non vuol dire “che ama” in questo caso, ‘sti traduttori che sono dei filologi ma ancora non distinguono bene il contesto esistenziale per capire l’esperienza di cui parlano. Le parole senza il contesto di esprienza non si capiscono,ἀγαπᾷ vuol dire “ha simpatia”, in questo caso, I like! Qual è l’uomo per cui Dio ha simpatia?
ἱλαρὸν (ilaros), che non vuol dire chi fa le cose con gioia. ἱλαρὸν – lo dice la parola – con ilarità. Ilarità è una gioia spontanea, sincera. Come l’esplosione immediata di una risata, come un gesto gioioso di un bambino, che non ci sta a pensare, che non ha complicazioni, che dice esattamente quello che ha dentro.
Ecco, l’uomo che sta simpatico a Dio, a cui fa I like, che lo fa gioire – ché è come Lui – è l’uomo non-complicato, non-artificioso, è l’uomo autentico, quello che alle cose non ci aggiunge nulla e non ci toglie nulla. Dio è uno a cui piace il gusto dell’autentico, la fragranza dell’autentico. Avete presente quel cibo… Il “cotto e mangiato”? Ecco, Dio è uno a cui piace il cibo “cotto e mangiato”. Anche nelle cose più religiose e più seriose, per esempio il digiuno di cui parla il Vangelo. Quando fai digiuno non fare quella faccia malinconica, ma lavati e profumati il volto. “Solo Dio che vede nel segreto ti ricompenserà”. È simpatico questo Dio, è liberante soprattutto. Liberante dai giudizi degli altri che ti incombono sempre addosso. È un Dio che ti vuole libero, spontaneo come un bambino, come quando ti raccontano una barzelletta e ti scoppia la risata!
Un Dio così a me fa venir voglia di dargliela tutta la vita. Almeno per un uomo che la vita se la vuole godere. Chi non ha come scopo di godersi la vita, troverà posto in tutte le religioni, ma non nella proposta di Cristo.