Omelia 18 giugno 2019
“Avete inteso che fu detto, ma Io vi dico”
Vi fu detta una legge vostra, dall’esterno, alienante. Io vi svelo la legge che è dentro il vostro essere, una legge liberante, che vi fa diventare voi stessi
Il mio comandamento è “Siate perfetti come il padre celeste”.
La felicità non è star bene, ma esser perfetti nell’essere, non nel comportamento, ché non ci riesce nessuno. Ma realizzare la grandezza divina per cui siete stati creati, che il vostro cuore cerca in tutto. La morale che io porto nel mondo è obbedire al cuore e il primo passo verso la perfezione è la perfezione del desiderio, desiderare la perfezione. È l’unica cosa perfetta che voi potete fare, e che la potete desiderare. Io sono limitato in tutto, non posso far nulla di perfetto, ma io posso desiderare il perfetto, l’infinito e domandarlo. Gesù viene nel mondo esattamente per autorizzarmi a questo: a desiderare l’infinito. Gesù genera nel mondo un tipo umano non represso nei desideri, un uomo audace. Alla faccia di tutti i pagani antichi e contemporanei ai quali è vietato il cielo, è vietato oltrepassare i limiti della natura. Per i pagani antichi era peccato, il peccato più grave è l’ hybris, la tracotanza, la faccia tosta di voler oltrepassare i limiti della natura. L’Ulisse dantesco è all’inferno esattamente perché “dei remi facemmo ali al folle volo”. È folle voler oltrepassare i limiti della natura. Diceva anche Cicerone l’uomo deve essere finibus naturae contentus. Stai contento nei limiti della tua natura. Bene, proprio questa faccia tosta, questa apparente tracotanza ed impudenza è il comando di Cristo. Siate perfetti come il Padre. Alzatevi al mattino con questa faccia tosta, sfidate i limiti della natura. Direbbe uno psicanalista contemporaneo Jacques Lacan: “Ogni mattina riattiva l’abbonamento al desiderio, senza chiedere a nessuno l’autorizzazione a desiderare”. Questa è la novità di Cristo: dalla legge del dovere, alla legge del desiderio. Ed ogni giorno io devo sapere cosa c’è di mio, di desiderio e che combustibile lo mantiene vivo questo fuoco.