Omelia Don Carlo 16 ottobre 2018

Omelia 16 ottobre

“Non è la circoncisione che conta”

Perché la circoncisione è una legge esterna, imposta dall’esterno alla persona, e quindi è alienante, non la rende libera, bella, amabile; conta la legge e se la persona ci rientra, vi si sottomette.

Una legge così estrinseca ti fa perdere il gusto di dire io, di dire tu con stima e con tenerezza. Conta più la legge di te perché è una legge che non vien dal cuore, vien dall’esterno. E dice Gesù a quel fariseo: “Voi siete stolti perché siete condizionati dall’esterno”.
Una legge così non dà gloria a Dio perché non la dà agli uomini, perché non dà gusto agli uomini.

“Non è la circoncisione che conta ma neanche la non circoncisone”, cioè la vita di quelli che non hanno alcuna legge se non l’istinto, che è una legge, ma una legge meccanica, superficiale, è sempre parziale, non ti abbraccia mai tutto intero; l’istinto muove gli aspetti animaleschi in noi, ma riduce i nostri desideri più grandi, i grandi obiettivi, i grandi ideali.
L’istinto ti svuota, ti spegne, ti toglie la profondità dello sguardo e ti priva di ragioni adeguate e quindi l’istintivo non è mai uno veramente entusiasta; ha un’euforia parziale, un po’ bestiale, ma l’entusiasmo motivato, la convinzione appassionata, quello che gli fa impegnare la vita non ce l’ha mai.

“Ma è la fede”, dice Paolo, “che vi rende veramente liberi”.
Ma che libertà ci dà la fede? E perché la fede di rende liberi? Cosa porta la fede più della circoncisione o della legge dell’istinto?
A questa domanda non deve rispondere un’omelia, ma deve rispondere la testimonianza reciproca, il racconto degli amici che raccolgono la sfida di Cristo.