**Omelia 5 settembre 2019*
“Lasciarono tutto e lo seguirono”, perché adesso il tutto era Lui, non le robe. In un istante gli è stato chiaro che a loro non serve altro, venisse meno tutto, Lui c’è. Venissero meno persino tutti i testimoni di Gesù, Lui c’è. L’hai già visto. Si smontasse la chiesa, non ci fossero più i cristiani nel mondo, Lui c’è. La chiesa vale in quanto svela lui, una volta che l’ha svelato, Lui c’è e tu da Lui puoi ricominciare a fare tu la chiesa. Non c’è più nessuno…’c’est mio cet homme’ -si dice in francese – sono io quell’uomo che rifà tutto. Perché Lui c’è.
Allora il problema è drammatico per tanti cristiani, é come se gli occorresse sempre Gesù più qualcosa, cosicché Gesù non è tutto. Come se Gesù dovesse essere integrato da qualcos’altro, Gesù con un po’ di integratori.
Il problema è avere la coscienza piena, come dice Paolo: “Da quel momento, da quando ho scoperto questo, non cesso più di pregare perché abbiate piena coscienza”.
Perché un po’ di coscienza ce l’hanno tutti i credenti, se no non crederebbero, ma una coscienza parziale che non fa vedere tutto, che non fa vedere neanche Gesù come tutto. E dopo vanno in affanno, gli serve sempre qualcos’altro da integrare a Gesù, per rendere più concreto Gesù.
Ma un Gesù con degli integratori non è un granché, così si perde in libertà, si perde letizia, brio, si perde quella baldanza spavalda dei testimoni di Cristo risorto da Maddalena in poi.