Omelia 14 luglio 2019 – San Martino di Castrozza
“I precetti del Signore fanno gioire il cuore” come ha gioito questi giorni.
Perché? Un ateo gioisce delle cose, le cose son tutto e non c’è nient’altro; poi, man mano che se le vede sfuggire, si intristisce il suo cuore. Un monoteista fondamentalista dice: “Dio è tutto!”, disprezza le cose, gli basta Dio che è la sintesi delle cose. Il cuore di un cristiano – cioè di un uomo vero – non gioisce nè delle cose, nè di Dio, perché le cose non son tutto, ma neanche Dio è tutto. Tutto è Dio più le cose! Non Dio e basta.
Il cristiano gioisce perché tutte queste cose sono di Dio, servono adesso per conoscere Dio, ma non te le devi buttare alle spalle come i due serbatoi dello shuttle, perché, se Cristo è risorto, tutte le cose che adesso ti son piaciute tanto e che perdi piano piano, ti saranno ridate tutte! La felicità del cristiano è che neanche Dio è tutto. Tutto è Dio più le Sue creature: questo è il Paradiso cristiano e noi, il nostro cuore gioisce già adesso perché “il venticello” che diceva Ciccio che ha cominciato a farci vibrare l’animo ci fa intuire questo.