Omelia Don Carlo 27 giugno 2019

Omelia 27 giugno 2019

Come si complicano e diventano anche violenti i rapporti tra Sarai, Agar e i due figli quando si riduce la portata del desiderio e la promessa di Dio, come nel caso di Abramo la discendenza. Confondere l’eternità con la posterità! Tutto si complica. Ci fa pena la complicazione tra quelle due donne, la violenza che ne può nascere. Invece, davanti a Gesù tutto si semplifica, tutto diventa autentico. Comincia, come dice il Vangelo, che le folle stupite del suo insegnamento. Lo stupore che non è appena quello psicologico, di fronte ad una cosa nuova, un emozione che poi vola via e non cambia niente. Qui c’è ben di più! C’è ἐξεπλήσσοντο: vuol dire essere percossi ed esplosi. “ex” fa saltare fuori e prendi un colpo tale che ti fa esplodere quello che hai dentro. Ti smaschera fa luce su quello che hai nel cuore come la diagnostica, la TAC, l’RX, ti fa vedere come sei dentro. Ti impone un attimo di sincerità totale. In quell’istante sei tu, nudo davanti a Dio. E vedi come sei, e devi decidere che cosa vuoi essere da quel momento. Cristo non ti toglie la libertà, neanche di tornare come prima. Ma ti mette in mano per un istante la vita. Ti rende cosciente come mai prima. Questo è il compito di Cristo nel mondo. Questo è il compito nostro. Donare a chi incontriamo questo attimo di sincerità. Un istante di libertà totale in modo che uno diventi protagonista e possa decidere cosa vuole fare della sua vita. Questo è lo stupore, l’esplosione del Dio che Cristo dona per l’esplosione del Dio che Cristo dona a quelle folle in quell’istante. Ognuno si vede e deve decidere. Come accade questo? Come facciamo noi a fare questo dono agli uomini? A mettere loro in mano per un istante la vita perché vedano chi sono e decidano? Come ha fatto Gesù.
“Egli insegnava come uno che ha autorità”. Che qui è tradotto in modo un po’ restrittivo. Autorità vuol dire autoritario, violento ἐξεπλήσσοντο percossi ed esplosi – exusian ex ein – vuol dire: far venire fuori tutto il suo essere, la sua natura, le sue capacità. Cristo mostra agli altri quel che Lui è dentro. Mette se stesso nelle parole e nei gesti. Si esprime per quel che è. È fuori come è dentro. Il volto ed il cuore sono una cosa sola. È tutto trasparente, è Lui e ti fa diventar te stesso.
La fede cristiana non ti chiede una performance chiede te, di essere nudo e crudo come Dio ti sta facendo in quell’istante. Convertirsi, credere non vuol dire diventare un altro, alienarsi, rientrare negli schemi morali delle religioni. È terribile! No! Credere, convertirsi vuol dire diventare finalmente me, scoprire il gusto di dire io dentro l’universo. È la cosa più facile del mondo, ma non la più ovvia e non la più frequente in questo mondo.