*Omelia 4 febbraio 2019*
“Questi furono approvati nella fede e non ottennero la promessa”.
È il dramma struggente della fede ebraica, che pure è la più grande prima di
Cristo.
È la fede in un futuro, in qualcosa che non è ancora accaduto. È la fede in
una promessa che accadrà e ogni promessa ti tiene sveglio nell’attesa, ma
l’attesa di qualcosa che adesso non c’è, che non può cambiare la vita di
adesso.
“Ma Dio” e continua “per noi aveva predisposto qualcosa di meglio”.
Cos’è questo qualcosa di meglio che è dato a noi? Qual è la novità nella
fede cristiana?
Che non è la fede in un futuro, ma è la fede in un presente. O meglio, non è
la fede, è la scoperta, è la conoscenza, è conoscere il fatto presente e se
è presente cambia la vita.
Si capisce che è presente se la cambia, la riempie, dice il salmo.
“Benedetto Dio che per me ha fatto meraviglie di grazia”
La nostra fede nasce da un fatto che riempie di meraviglia il presente.
Infatti Paolo lo chiama, nella lettera ai Gàlati, dove sono stato il mese
scorso: “Quando venne la pienezza del tempo” dice. Il tempo, Κρόνος
(kronos), era vuoto, di schianto viene riempito. Di cosa? Del suo scopo.
Il cristiano se è un filo cosciente, sa lo scopo del tempo, sa che cosa
farsene di ogni istante del tempo. Non è che sa sempre cosa fare; “la vita è un groviglio”, come diceva la vecchietta “e chi ci azzecca?”
Non sa sempre cosa fare, ne sbaglia tante, ma sempre per cosa fare quello che fa, o meglio, per Chi farlo. E lo fa per Uno che gli riempie il tempo. Al cristiano non gli piacciono sempre le cose che fa, ma gli piace Colui per cui le fa: è questo che prende il cuore. Sapete qual è il test? Che il tempo è pieno, che non è più vuoto, che
hai sempre qualcosa di nuovo che scopri, qualcosa da raccontare, come questo
indemoniato, liberato dalla legione dei porci, dice che: “Questo guarito se ne andò a proclamare”.
Noi ci siamo alzati questa mattina perché abbiamo qualcosa da proclamare oggi. Se non abbiamo niente da dire a nessuno e siamo ancora nello struggimento della fede in un futuro.