omelia 03 aprile 2019
“Ti ho formato come alleanza del popolo” dice Dio per bocca di Isaia, al servo di Javhè, all’uomo, al popolo che è chiamato a servire il Suo progetto sul mondo. “Ti ho formato come alleanza”, cioè la forma della tua vita, la forma della tua faccia è di essere alleanza del popolo.
La parola, infelice, la parola Berìth (בְרִ֣ית) viene tradotta alternativamente o “alleanza” o “testamento”, nuovo testamento, vecchio testamento. Sono due parole aride, fuorvianti, non hanno nessun fascino umano. “L’alleanza” è proprio militar politica. “Il testamento” è il volere di un morto: auguri!
Invece Berìth (בְרִ֣ית) vuol dire innanzitutto “eredità”, la ricchezza – la ricchezza per cui tuo padre ha vissuto, ha costruito nella sua vita – te la dona gratis ed è una promessa per la tua felicità, perché la tua vita sia più bella: se ti dà una grande eredità, la tua vita è 100 volte più bella. Esattamente Cristo, quando promette il centuplo a chi lo segue, pensa a questo! Secondo, Berìth (בְרִ֣ית) vuol dire anche “promessa di matrimonio”: “Mi vuoi sposare?”
Mi impegno a dare la vita per te, è il fidanzamento ufficiale!
È una dichiarazione d’amore il Berìth (בְרִ֣ית), non è un atto politico, è uno che ti dà tutto gratis e non ti impone nulla, desidera solo il tuo “sì” libero! Percepire questo cambia, cambia lo sguardo, cambia il cuore, altro che il testamento, l’alleanza. Lo intuisce potentemente il salmista, salmo 144. Dice, pensate: “La Sua tenerezza si spande su tutte le creature”.