Omelia Don Carlo 9 ottobre 2018

Omelia 9 ottobre 2018 – mattina

“Colui che ci perseguitava ora annuncia la fede”

È lo sconcerto incredulo delle comunità della Giudea riguardo a Saulo: è cambiato, convertito. Se è cambiato lui possono cambiare tutti nel mondo, nessuno è condannato a scappare da ciò che ha fatto o da come è fatto. La conversione di Paolo toglie spazio alla disperazione definitiva, perché davanti a Cristo risorto lui si converte: se è possibile che un morto risorga posso risorgere anche io, sempre. Paolo dice che quando noi siamo disperati è perché non siamo più davanti a Cristo risorto, ci siamo fissati su altro, anche su qualcos’altro di buono, di cristiano, ma sempre su altro. E come avviene, com’è avvenuto per Paolo questo capovolgimento della vita? Dice:

“Mi chiamò con la sua grazia”

Se non mi chiamava continuavo come prima: l’innesco, l’inizio è sempre nella chiamata di Dio, è Cristo risorto che si fa incontro, alle porte di Damasco o da altre parti. Se non c’è questo inizio di pura grazia tu non puoi neanche pensarlo: non è neanche pensabile per te che un uomo possa risorgere, che tu ti possa convertire, perché tu da solo vedi il male tuo e quello degli altri, sei fissato sul male e dici “vince il male”. L’unico posto in cui il male non vince, in cui non c’è più traccia di male è Gesù risorto, lì c’è solo il bene, c’è solo la vita, c’è la vittoria definitiva. Se non guardi quello tu ti convinci che vince il male, se guardi quello sai che il bene può vincere. Ma può soltanto, non vince meccanicamente il bene, vince solo nel cuore e dice che:

“subito, senza chiedere consiglio a nessuno, mi recai a…”

Sei chiamato tu, non un altro, devi rispondere tu, non un altro e devi rispondere senza guardare con la coda degli occhi cosa fanno gli altri: devi rispondere tu senza consultare nessuno e senza indugio. Guai quando chiedi il parere di un altro per convertirti, non è più la tua conversione, è un’illusione che tu sei cambiato se ti consigli con gli altri prima di rispondere o se non sei pronto, se indugi.
Il cambiamento avviene nel tuo cuore e avviene perché tu ti vuoi bene, decidi, riconosci, dirigi il tuo bene dove vuoi. Solo questo tipo di conversione incide sul mondo e cambia il mondo, se no è un intimismo di galleggianti in un mondo di realtà virtuali, ma che non cambia il mondo; e se non cambia il mondo non ha cambiato neanche veramente te, perché la conversione di Gesù avviene al Giordano nell’istante in cui scopre di essere il Figlio prediletto di Dio, finisce la vita privata – non torna più a Nazareth – e comincia la vita pubblica.
Questa è la sfida dentro questo mondo in cui sembra tutto inafferrabile, cambia tutto e non cambia mai niente.