Omelia Don Carlo 12 ottobre 2018

*Omelia 12 ottobre 2018*

“Su chi spera nelle opere della Legge incombe la maledizione”.

Su chi si aspetta la propria realizzazione dalle opere che lui fa, dal suo fare, incombe la maledizione, cioè l’ideale americano della vita: il self-made man, quello che si fa da sé, che si realizza con il suo fare. Chi punta sulle sue opere, sul suo fare prima o poi si sentirà maledetto.
Quando ti senti sbagliato, fallito è per questo. Quante volte sento uno sconsolato, amaro che dice: “Ma allora cosa c’è per me? Ho fatto questo, ho fatto questo, ho desiderato questo. Cosa c’è per me?” e si sente maledetto dalle sue opere perché ha sperato nelle sue opere; perché le mie opere sono piccole come sono piccolo io e, anche quando si realizzano come io volevo, risultano sempre troppo piccole perché piccole di fronte alla grandezza del cuore, che è fatto per l’infinito. Mi sento maledetto perché ho sperato in me.
Chi mi libera da questa maledizione amara? Dice il salmo:

“Grandi le opere del Signore, le ricerchino quanti le amano”.

Ecco io mi sento benedetto se cerco e amo le opere del Signore, se scopro la grandezza delle Sue opere che mi realizzano ben più di quanto io avevo immaginato. Quante volte mi trovo sorpreso, mi sveglio e mi guardo, faccio un bilancio e dico: “Ma è come grande quello che Tu hai preparato per me”. E mi scopro libero, grato in pace, altro che l’ideale americano che dice – c’è anche uno slogan pubblicitario negli ultimi giorni- “perché tu sei ciò che fai”. Ma sei scemo?! Io non sono ciò che faccio. Io sono ciò che conosco, ciò che amo e ciò che domando. Quello che io faccio è come la stampante del tablet o del computer, che stampa, che esprime quello che c’è dentro ma non lo arricchisce di nulla, quello che arricchisce il computer non è l’output, è l’input, i dati che ci vanno dentro.

Io sono piccolo, pieno di limiti e faccio cose piccole, deludenti, pieno di limiti ma io così piccolo, così limitato posso conoscere, amare e domandare la grandezza, posso conoscere e amare Ciò che è grande, le Sue opere. E ogni giorno mi trovo a benedire chi mi mostra la grandezza, le Sue opere e Lui, perché io quello lo posso conoscere, quello lo posso amare, quello lo posso sempre domandare. E’ quello che mi riempie.