Omelia Don Carlo 18 agosto 2019

*Omelia 18 agosto 2019*
Si potrà dire tutto di Gesù ma non che sia politicamente corretto.
“Sono venuto a portare fuoco sulla terra e come vorrei che fosse già acceso”.
Primo scopo di Gesù non è il cielo, è incendiare i cuori sulla terra, infiammare i desideri. Gesù non sopporta gli uomini spenti.Il giudizio più offensivo di Gesù lo riporta Giovanni quando è ai lavori forzati a Pathos che dice al capo della comunità di Laodicea dove sono stato qualche mese fa: “Tu mi fai schifo, ti sto per vomitare perché sei tiepido, non sei né caldo né freddo”. Non so di cosa rimproverarti perché non fai neanche dei grandi peccati. Sei piccolo anche nei peccati ti accontenti ben di poco, non vuoi più il piacere e la gioia, essere felice, mi fai schifo. Mai detto così ad un peccatore, l’ha detto ai tiepidi. Il primo peccato cristiano non è la superbia, la violenza è la tiepidezza, cioè la meschinità degli obiettivi, l’asticella bassa, il tono un po’ televisivo. E’ l’uomo che si accontenta del benessere, il wellness psicologico – sto bene come me stesso – che non cerca più la sua realizzazione umana totale, che non cerca più la grandezza, si accontenta della piccolezza. Questo è l’uomo che fa schifo a Dio. Dante è durissimo nel terzo Canto dell’Inferno, lui li chiama gli ignavi: “a Dio spiacenti e a’ nemici suoi”. Fanno schifo a Dio e anche al diavolo. “Nè lo profondo inferno li riceve, ch’alcuna gloria i rei avrebber d’elli». Quelli lì non li vogliono neanche nel profondo inferno perché farebbero sfigurare anche i grandi peccatori dell’inferno.
Questa cosa, questa virtù si vede in faccia, dal tono della voce, dal tono dello sguardo, si capisce a che cosa uno punta, che cosa uno brama nella vita . Qual è- direbbe Tommaso d’Aquino- “l’intentio profundior”, la tensione più profonda del suo cuore. Allora la grande domanda è ma allora che cos’è che infiamma i cuori? Cos’è che ti entusiasma di più? Che cos’è invece che spegne i cuori? Qual è l’incendiario e qual è il pompiere del cuore? Questa è la cosa che dobbiamo capire ma questa non te la posso dire io nell’omelia. Lo devi sapere tu perché mica siamo uguali. Il cuore è uguale in tutti ma il combustibile per il cuore e il comburente, il gas, la conoscenza, il pensiero che genera l’entusiasmo no. Perché chi non pensa non è entusiasta avrà una gioia istintiva da animale o da drogato o da ubriaco ma non la gioia umana, la gioia umana c’è solo se sei profondo, se pensi, se hai coscienza di te. Ognuno lo deve sapere dove trova il miglior rifornimento, mica siamo uguali, non abbiamo tutti gli stessi interessi, gli stessi hobby, lo stesso tipo di amicizie, non leggiamo tutti gli stessi libri, non abbiamo tutti gli stessi divertimenti. Ognuno deve sapere come fa Dio ad infiammare il suo cuore e deve cercare il combustibile più adatto per sé. Dio non ti dice con chi ti devi sposare, che professioni devi fare, per quale partito votare o per quale squadra tenere, che moglie o che amante avere. Lo devi sapere tu, Dio dice: “Ti voglio con il cuore infiammato”. La morale cristiana, dice San Tommaso che non era moralista, non è né edonistica né legalista è eudemonistica, è bene ciò che ti rende totalmente felice. Se una cosa ti rende infelice è male se una cosa ti fa veramente felice è bene. Per capire cosa è bene e cosa è male non c’è da chiederlo a nessuno, devi prendere lo specchio e ti guardi in faccia. Se hai una faccia raggiante e splendida come il giorno del matrimonio hai fatto bene, se no hai fatto male. Qual è il test se la mia fiamma, la mia felicità è vera o se è tarocca. Lo dice l’autore della lettera agli Ebrei, anzi lo dice lo stesso vangelo di oggi: “Che Io non porto la pace sulla terra ma porto la divisione”. In una famiglia di cinque, li spacco, li metto uno contro l’altro, perché Cristo non porta la pace ma porta la divisione, perché ti mostra la Bellezza per cui sei fatto e di fronte alla Bellezza l’uomo si schiera inesorabilmente. Non è detto che nella stessa famiglia ci si schieri tutti dalla stessa parte che tutti si abbia gli stessi desideri. Ci si divide perché ci si schiera. Invece per l’uomo spento, per l’uomo tiepido, bonaccione, politicamente corretto, va sempre tutto bene basta non litigare, va sempre tutto bene basta che lo lasci in pace, lui è felice se lo lasci tranquillo mentre l’uomo vero, dice la Lettera agli Ebrei, è che noi corriamo tenendo fisso lo sguardo su Gesù. L’uomo vero è l’uomo che lotta, è l’uomo che corre. La risposta però non la deve dare io, la deve dare il cuore di ognuno. Quando è che ti senti realizzato, quando è che ti senti spento? Alla mattina tu lo decidi e alla sera se non sei scemo lo devi verificare: “come è andata questa giornata?”. Prendi lo specchio, ti guardi e ti rendi conto che scelta hai fatto al mattino. Per rispondere invece al mattino a questa domanda quando ti svegli altro che tre caffè! E’ la scelta che fai che trasforma sempre la giornata in un’avventura.