Omelia Don Carlo 31 marzo 2019

Omelia 31 marzo 2019

“Se uno è in Cristo è una creatura nuova”.

Grida Paolo in faccia a tutti i moralisti dell’epoca e agli intellettuali dell’epoca, che riducevano la fede ad una dottrina, un pensiero che non c’entra niente con la vita o ad una morale, delle regole che ingessano la vita. No!

Per Paolo la fede annuncia una nuova creatura in mezzo alle creature vecchie, un nuovo essere. Nel mondo, per Paolo, è accaduto un nuovo Big Bang, tredici miliardi e seicento milioni di anni fa ci fu il primo Big Bang, con Cristo risorto c’è il secondo Big Bang.

Irrompe dentro il mondo una vita nuova, dentro una vita naturale, una vita sopranaturale, una vita che non c’era prima, c’è un nuovo livello dell’essere.Prima c’era la pietra, la pianta, l’animale, l’uomo, adesso c’è la pietra, la pianta, l’animale, l’uomo ed il Cristiano: l’uomo in cui irrompe dentro la Vita Nuova di Cristo Risorto.

Cosa cambia? 

Le cose vecchie sono passate – dice Paolo – ma quelle che accadono adesso non passano, inizia dentro il tempo una vita che a differenza della prima non finisce con il tempo; la vita naturale nasce e poi finisce. Abbiamo gridato all’inizio della Quaresima: “Ricordati che sei polvere e in polvere ci ritorni”.

Adesso inizia una vita dentro la polvere ma che non torna in polvere, la chiameranno a partire da Giovanni ζωὴν αἰώνιον, Vita eterna!

Aeterna in latino, in greco si dice αἰώνιον ; αἰών vuol dire l’età, l’età della vita. Sono cinque le età della vita naturale: infanzia, adolescenza, giovinezza, vita adulta e matura e vecchiaia, anzianità e vecchiaia. E una sostituisce l’altra, il bambino diventa adolescente, non c’è più il bambino e diventa giovane non c’è più l’adolescente ecc… Arriva alla fine, le ha finite tutte, quando è arrivato alla quinta e davanti c’ha la morte.

Bene: nel Cristiano irrompe una vita nuova, eterna, vuol dire che supera le età della vita, non è distrutta dalla nuova età, per cui l’adolescente non perde ma conserva il sorriso, la curiosità spontanea invadente del bambino. Il giovane conserva la prorompente vitalità dell’adolescente, mentre raggiunge la tensione ideale del giovane, l’adulto raggiunge la capacità generativa e costruttiva e l’anziano raggiunge la saggezza perché ha visto già tutto, sa cos’è secondario, si concentra sull’essenziale ed è il più entusiasta, ma non ha perso il bambino, l’adolescente, le conserva tutte, non ha perso la vita vivendola. In quella naturale si perde, una cancella l’altra, la resetta.

Invece, qui, no! C’è l’ upgrade si direbbe: si aggiunge una fase nuova conservando quella precedente. È per questo che uno assapora in questa vita nuova l’eterno, qualcosa che il tempo non la vince più, ma che è quella che vince il tempo. Arriva la fine e tutta la vita gli dice: “ma guarda, guarda che questo non finisce. Nemmeno la morte la distruggerà”.

E quale è l’esperienza, o meglio da dove si capisce l’esperienza che questa scoperta e questo brivido di un anziano che si trova addosso la freschezza del bambino, dell’adolescente, del giovane? Dice – bellissimo – questo salmo 33: uno queste cose le può dire solo se le vede o in qualcun altro o in sé. Sennò non le riesce a dire, perché sono contro natura. Io penso ai miei poveri parenti atei che hanno visto questa cosa in mia madre che ha cominciato a rinascere a 68 anni ed è morta a 93 con la freschezza e lo slancio di un bambino e l’energia di un giovane. E non capiscono. Dice: “non saranno confusi i vostri volti, sarete raggianti”. Raggiante è la sposa, lo sposo. Raggiante è il cristiano, dice Paolo, cosciente di quello che gli è successo. Ogni giorno il cristiano cosciente, se è cosciente, e perché per chi non pensa diminuiscono i problemi ma anche lo spessore della vita umana. Un cristiano cosciente è come uno nel giorno del matrimonio. Bene, a quello che ho appena detto oggi non ci crede nessuno. E i primi a non crederci sono i cristiani. Guardate in faccia la maggior parte non hanno la faccia raggiante. Non sono coscienti di questo nuovo livello di vita. Della vita eterna che portano addosso. Non è che gli manca la fede o la morale. È buona gente, ci credono, ma non sanno in che cosa stanno credendo. Non sono dei criminali, come gli altri. Ma non hanno il volto raggiante, i volti sono confusi.

Che cos’è che forma la coscienza e la risveglia continuamente? La mia faccia, la tua faccia ce lo dicono. Quando accade. E ce lo dicono anche quando non ci accade.