Omelia Don Carlo 26 marzo 2019

*Omelia 26 marzo*

“Quante volte dovrò perdonargli? Sette? (…) Settanta volte sette!”

Sette è il numero perfetto. Settanta volte sette è sette alla settantesima, cioè all’infinito.
Pietro, se vuoi essere umano, devi perdonare sempre, perché la misura dell’umano è l’infinito. Questo è il dramma della vita: che noi dell’infinito non siamo capaci, siam pieni di limiti. Il dramma è che siamo fatti per qualcosa che è più grande di noi, che io divento me stesso solo per l’opera di un Altro, per l’amore di un Altro, se son disposto a fare spazio, a domandare l’amore di un Altro.
Qui, nel mondo, i conti non ci torneranno mai, e per fortuna! Perché quando i conti ci tornano e siamo tranquilli, il cuore ha già cominciato a morire, perché ci facciamo bastare la natura; è l’asfissia del naturalismo pagano, in cui il mondo intero occidentale sta affogando.
E il tono massimo è un tono senza intensità, piatto, banale; senti parlare la gente, è tutto raso terra, non c’è respiro.
Mi cercano le persone per mille problemi in famiglia, lavoro, salute, coppia, figli… Discuto i problemi e dopo due domande mi rendo conto che quelli non erano i problemi. L’evento scatenante, il problema vero di tutti è una carenza assoluta di una religiosità radicale, tutti ragionano come se i conti dovessero tornare all’interno della natura. Ma è terribile, si muore!
I problemi umani sono insolubili in un orizzonte naturalistico, se non si squarcia il cielo e non viene una luce, non ci si capisce niente.
La gente non capisce più che ci vuole un Dio per realizzare gli uomini.
Ma non è che gli manchi Dio, non è che non credano, che non conoscano Dio.
È che non conoscono se stessi, non dicono “io” coscienti della grandezza drammatica dell’uomo. Ma dove lo ritroviamo quello sguardo vero, grande, quello che ci fa respirare? Che dà tono? Dice il Salmo: “Salvaci con i tuoi prodigi, Signore. Dà gloria al Tuo nome”. Facci respirare con la grandezza dei tuoi prodigi. Con la bellezza del Tuo nome. Perché solo quella bellezza, è la benzina adeguata per il cuore. Solo questo lo lancia alla realtà. Ognuno di noi sa dove il cuore respira, dove l’affezione s’infiamma. Riprende densità. E quali sono gli amici con cui può condividere questa avventura. Non sono tanti ma, io ne ho sempre trovati dappertutto.